da EICHMANN IN JERUSALEM:
A REPORT ON THE BANALITY OF EVIL di HANNAH ARENDT
“Rapporto su LA BANALITà DEL MALE” con Sandra Cavallini

ideazione di Paola Bigatto
riduzione scenica di Paola Bigatto e Sandra Cavallini

Lezione – Spettacolo che si appoggia sui passi fondamentali de LA BANALITA’ DEL MALE di Hannah Arendt, fra le più lucide menti della filosofia mondiale del secolo scorso.

24 e 25 Gennaio 2018
Istituto di Istruzione Superiore del Cossatese e Valle Strona – BI

26 Gennaio 2018
Liceo Casiraghi Cinisello Balsamo – MI

2 Febbraio 2018
Istituto Alberghiero Casalecchio di Reno – BO

5 – 6 – 7 Febbraio 2018
Liceo Copernico Bologna – presso Graf San Donato Piazza Spadolini, 3 Bologna

16 Aprile 2018
Istituto Di Istruzione Superiore Don Milani Di Montichiari (BS)

Il senso politico, sociale e didattico dell’adattamento teatrale è costituito sia dai contenuti storici e filosofici a cui si fa riferimento (gli stadi del criminale piano nazista, la progressiva scansione delle leggi razziali, l’insorgere del conflitto mondiale, il processo in Gerusalemme), sia dalla consapevolezza che la capacità di giudizio che ci distoglie dal commettere il male non deriva da una particolare cultura ma dalla capacità di pensare. Dove questa capacità è assente, là si trova la banalità del male.

“ […] Eichmann non capì mai quello che stava facendo. E non era uno stupido, era semplicemente senza idee, una cosa molto diversa dalla stupidità. E proprio quella mancanza di idee lo predisponeva a diventare uno dei maggiori criminali del suo tempo, perché la mancanza di idee, la lontananza dalla realtà, possono essere molto più pericolose di tutti quegli istinti malvagi che si crede siano innati nell’uomo. È stata questa la lezione del processo di Gerusalemme.” (La banalità del male – Hannah Arendt)

“Rapporto su la BANALITÁ DEL MALE, con Sandra Cavallini, porta in scena l’amara e lucida riflessione della Arendt a partire dalle vicende storico politiche e di cronaca processuale: rifacendosi al titolo originale dell’opera, evoca e privilegia una dimensione di condivisa prima stesura ad alta voce, di quel resoconto-reportage del processo ad Eichmann in Gerusalemme, che divenne poi il noto saggio. “Nel tentativo di ripercorrere le tappe che man mano esclusero gli ebrei dal vivere comune, l’inviata di un giornale americano cammina sul filo sottile che separa la razionalità (fatti, numeri) dall’incomprensibile. Sandra Cavallini dona al personaggio la quotidianità di una donna vera e il suo turbamento, che trasmette a chi la ascolta.”
GIORNALE DI BRESCIA Paola Carmignani

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